1. L’Aura - È per te

     
  2. Speranza

    Potremmo dire che la speranza è essenzialmente la disponibilità di un’anima così intimamente impegnata in un’esperienza di comunione da compiere l’atto trascendente in contrasto con il volere e con il conoscere mediante il quale essa afferma la perennità vivente di cui questa esperienza offre insieme il pegno e le primizie.

    Homo Viatur, Gabriel Marcel

     
  3. Pane burro e.

    Mi sono ritrovato con delle idee in testa così vecchie che pure i diavoli avevano a noia i capelli. Così, senza convenevoli, se ne sono andate. Ehi anche i capelli! Rimane però un senso di confidenza e piacere, conoscenza e controllo tali che il passato è un ottimo zerbino sulla soglia del futuro

    Non sono mai stato uno strenuo difensore della tradizione come elemento di definizione di un particolare presente, se non in chiave storica, trovo ancor più delittuoso il parlare di radici e terra riferite a un essere umano: non siamo le nostre radici, perchè non siamo piante che devono frenare una montagna, ma frutti da cui nasceranno altre piante, quindi nuove radici. A volte facciamo anche da concime: è naturale lasciarci trasportare da qualche animale se non dal vento; però l’abbandono del passato -un legame di paura- e la fusione nel presente -la rinuncia del controllo- sono il cesto per accogliere nuova frutta, riempire le giornate, un vita intera.

    Ho una gran voglia di marmellata!

     
  4. Katie Melua - A Happy Place

     
  5. Nel cielo a Berlino

    La curiosità di soli che brillano oltre quello in cielo vale l’estenuante tensione di emozioni opposte? Damiel, fammi il piacere, il prezzo di un sorriso è un tormento infinito. Quando il bambino era bambino mi facevo il mazzo sui libri; ora sono quello che so, ma non ricordo nulla. Rabbia a parte, è stato forse uno spreco? È passato.

    Caschi per terra tu e hai già chi t’aspetta, da trent’anni io mi frego le mani e non manco a nessuno: compañero fai finta di farla fuori dal vaso e tralasci i particolari significativi; fai il prezioso tacendo il noumeno dello stupore: è solo un misto di consapevolezza e gestione di un’emozione. In tutta sincerità sai quando prende il sopravvento e sai di dovere intervenire, fallo e goditi il miracolo. Il bambino era bambino: con un po’ di esercizio posso esistere.

    E la guerra è finita, almeno per me.

     
  6. 13:01 23rd Jul 2010

    Notes: 3

    Reblogged from kindlerya

    Anche io non ce la faccio più come Lorella Zanardo. Anche io comincio a dar segni d’insofferenza al cinismo, allo scetticismo, all’ironia distante. Non si muore di sola corruzione. Si muore anche di mancanza di Empatia, di capacità di narrazione del dolore. Si muore per abitudine. Si muore perchè…

     
  7. 13:53 22nd Jul 2010

    Notes: 3

    Reblogged from ufficioreclami

    Viene davvero voglia di mollare tutto, darsi ancora una chance, viaggiare, frequentare tutti i corsi che prima o poi li faccio, sperimentare, cercare un’altra via, andare avanti senza porsi troppe domande e troppi obbiettivi, ridurre le spese, tanto compriamo compulsivamente solo per lenire sofferenze e frustrazioni di una vita che non ci piace più, che non ci somiglia più, e forse se vivessimo diversamente non avremmo così bisogno dell’ennesima borsa e dell’ennesimo paio di scarpe. Così, finché non finiscono quei quattro soldi che abbiamo messo da parte, e magari prima che finiscano abbiamo trovato la nostra strada.
     
  8. Elif Shafak on The politics of fiction

    16:29
    The sufi said “Knowledge that takes you not beyond yourself is far worst then ignorance”. The problem with today’s culture ghettos is not the lack of knowledge, we know a lot about each other, or so we think, but knowledge that takes us not beyond ourselves it makes us elitists, distant and disconnected.

    18:18
    As long as it comes from my heart, we can write about anything and everything. Audre Lorde once said “The White father told us to say: I think, therefore I am, she suggested: I feel, therefore I am free”. I think it was a wonderful paradigm shift. And yet, why is that in creative writing courses today, the very first thing we teach student is write what you know, perhaps is not the right way to start at all: imaginative literature is not necessarily about writing who we are or what we know or what are our identity is about. We should teach young people and ourselves to expand our hearts and writing what we can feel.

    19:15
    I would like to finish with an old sufi poem:
    Come, let us be friends for once, let us make life easy on us, let us be lovers and loved ones, the earth shall be left to no one.

     
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