L’ippocampo, che si trova nel mesencefalo vicino all’amigdala, è l’origine centrale dell’apprendimento. Questa struttura ci permette di convertire i contenuti della «memoria operativa» (nuove informazioni conservate brevemente nella corteccia prefrontale) in una forma a lungo termine destinata all’immagazzinamento. Questa azione neurale è il cuore dell’apprendimento. Quando la mente collega l’informazione con ciò che sappiamo, siamo in grado di riportare alla mente la nuova conoscenza a distanza di settimane o anni.
La conservazione continua dei ricordi richiede un eccesso di attività neuronale. Per l’appunto, gran parte della neurogenesi (la produzione di nuovi neuroni e la creazione di collegamenti con gli altri) ha luogo nell’ippocampo. […]
L’ippocampo è particolarmente vulnerabile al continuo stress emotivo, a causa degli effetti dannosi del cortisolo. Sotto stress prolungato, il cortisolo attacca i neuroni dell’ippocampo, rallentando la velocità con cui nuove cellule vengono aggiunte, o addirittura riducendone il numero complessivo, con un impatto disastroso sull’apprendimento. […]
Il cortisolo, se da un lato intralcia l’ippocampo, dall’altro stimola l’amigdala, spostando l’attenzione sulle emozioni che proviamo e riducendo la capacità di assimilare nuove informazioni. Ci rimane impresso quello che ci turba. Dopo una giornata in cui è precipitato nel panico per un’interrogazione, uno studente ricorderà i momenti in cui ha fatto scena muta molto meglio di qualsiasi altra parte dell’interrogazione.
da Intelligenza Sociale, D. Goleman, Bur 2006 - p. 275

