1. Player ready!

    Insert coin e sei già dentro al reparto frutta: dallo sguardo sveglio dei fantasmi capisco che Atombender c’ha messo del suo, ma l’esperienza è dalla mia e mi destreggio tra centesimi e miglior prezzi come Stan m’ha insegnato.

    La lotta si fa dura e il metro cubo pelato che mi sta di fronte prende possesso del corridoio, io sfrutto lo sgabello, ci salto sopra e ancora più in alto affero l’ultimo prodotto in promozione! Con i capelli orribilmente spettinati mi riprendo dal deja-vu e cambio comparto: la massaia ciondolante posseduta dal gatto morto che le sta in testa è una sfida al mio piede di porco: “Gordon resisti!”.

    Faccio un pit-stop di analcolici e bollicine: ci salto sopra e arriva la balena, ma manca solo il panettone in offerta che per chi ha la tessera è pure al 50% di sconto, è una combo signori: dico, due valgon bene una torta e vado alla cassa. Bonus tempo: i bollini di chi prima di me non li ha ritirati: è highscore!

    La folla in delirio mi butta nell’ascensore e mi ritrovo di nuovo alla guida, tra le precedenze che si prendono gli altri, confortato da “Be quiet, big boys don’t cry” della radio, immaginando dove sarà la prossima partita.

     
  2. Arts & Crafts

    In Via Montenapoleone una folla di gusti fuori contesto rincorre vetrine mettendosi in mostra. Lenta scorre in via Vittorio Emanuele sotto il Duomo fino in via Torino in punta di trendy, pacchianamente eccessiva o piacevolmente di parte, tra decoltè inevitabili e scollature improponibili; ognuno è un mondo a sé: a fianco della sua metà per un pomeriggio di struscio o in gruppo per fare borgata.
    Dietro ai vetri di questo palcoscenico di sòle e comparse, rimangono sui manichini spettatori leggeri e incompresi, protetti da cifre che non risparmiano il capogiro della loro visione: colori e forme suggeriscono l’Armonia, intuibile a pochi, comprensibile ancora a meno. Tristemente surreale.